C’è una parte che si misura e una che non si misura. Le trattiamo diversamente.
Questo equilibrio regola sia la sostenibilità del progetto, sia la nostra postura verso la via ufficiale. Viviamo in un momento di transizione. Il Dana è già vivere adesso quella realtà che si annuncia — un mondo in cui il denaro, strumento della dualità, non sarà più il metro di nulla. Non è un gesto piccolo: è la stessa visione, cosciente, che dà nome a tutto questo.
Il Fuori — La Dimensione Oggettiva
Appartiene a questo spazio tutto ciò che richiede una misura logica e strutturale. Comprende la quota fissa logistica, comunicata nel primo incontro e destinata esclusivamente a coprire i costi vivi per il mantenimento dell’Habitat (affitto dei locali, materiali speciali, bende, trasferte).
Il Dentro — La Dimensione Soggettiva
È lo spazio sacro in cui il potenziale umano e il valore dell’esperienza non vengono mercificati. Qui si applica il principio del Dana, la libera espressione, il contributo per il percorso viene stabilito dal genitore al termine delle sessioni, basandosi sul proprio sentire, sulla gratitudine, sulla trasformazione testimoniata nel figlio e sulle proprie possibilità.
Il Dana non è generosità. Non è uno sconto. È una pratica del tempo che viene — in cui valore non si misura in cifre ma si sente, nel silenzio dopo la sessione, negli occhi di tuo figlio, in ciò che porti a casa senza saperlo nominare.
Il tempo che dedichiamo a questo non lo scambiamo: è la nostra arte.
Restiamo dentro le regole del gioco, consapevoli di essere oltre — pionieri di un modo diverso di stare al mondo.
In questo tempo di transizione, è il vostro sostegno a renderlo possibile, con la stessa libertà con cui lo offriamo.

